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Recensione "Innamorarsi a New York" di Melissa Hill

TITOLO: Innamorarsi a New York

TITOLO ORIGINALE: Before I forget

AUTORE: Melissa Hill

CASA EDITRICE: Newton Compton Editori

PREZZO: € 5.90

NUMERO DI PAGINE: 352

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013

TRAMA: E se un giorno, improvvisamente, fosse costretta a fermarsi? Per un banale incidente, mentre sta correndo, batte la testa e quando si risveglia è in ospedale. Ma quanto tempo è passato? Abby non lo sa, il suo cervello non riesce più a fissare i ricordi. Il disturbo potrebbe durare poco, o forse invece Abby è destinata a dimenticare tutto quello che vive. Questa prospettiva la terrorizza, eppure non vuole arrendersi. E se fosse l’occasione per rivoluzionare la sua vita? Per prendersi cura di ciò che ha sempre trascurato? E così stila una lista di desideri: si riavvicina ai suoi familiari, riscopre affetti dimenticati, vince la paura di viaggiare e va a New York, dove la sorella ha appena avuto una bambina. Sarà proprio in questa splendida città che Abby trascorrerà inaspettati momenti di felicità e l’amore busserà di nuovo alla sua porta… Adesso Abby ha trovato qualcosa di prezioso, per cui vale la pena lottare con tutte le forze. Perché della sua vita non è più disposta a perdere nessun ricordo, nemmeno il più insignificante. 


RECENSIONE: Se ci seguite sulla nostra pagina instagram, avrete visto che qualche giorno fa avevamo messo una foto di questo libro promettendovi la recensione... ed eccola qui!

È stata una piacevole sorpresa leggere questo romanzo anche se, purtroppo, il finale mi ha un po' delusa. Il tutto inizia con la protagonista, Abby, che sta vivendo un brutto periodo dopo che il suo fidanzato Kieran ha messo fine alla loro relazione durata 5 anni. Ci viene mostrata una Abby depressa e apatica che esce di casa solo per andare a lavoro. Scopriamo come in questi 5 anni di relazione si è fatta condizionare dal fidanzato praticamente in tutto, finendo con lo sviluppare paure assurde, come quella per il provare del cibo mai assaggiato. C'è anche quella del volo dovuta semplicemente al fatto che Kieran (che ansia quest'uomo!), la prima volta che aveva preso un aereo con lei, l'aveva terrorizzata per tutto il viaggio con frasi tipo “speriamo questo pilota sappia fare il suo lavoro”... insomma: niente di rassicurante. 

La sua è una vita monotona, dove anche gli affetti famigliari vengono messi in secondo piano dato che, sempre secondo Kieran, la famiglia di lei è un disastro sotto più punti di vista: una delle sorelle spende i soldi del marito facendo shopping e il fratello vive ancora a casa con la madre. In realtà poi Abby rivedrà il tutto con altri occhi, capendo che si era lasciata troppo influenzare, dimenticandosi di com'era la sua vita prima di avere quella relazione.
Arriviamo così al momento dell'incidente: Abby è al telefono con la sua migliore amica Erin, che cerca di convincerla ad andare in vacanza con lei, ma Abby con tante scuse cerca di declinare l'offerta. Tutto questo succede mentre corre per andare al lavoro e in un attimo non si accorge che passando sotto una scala le cade una tegola in testa.
Si risveglia in ospedale dove le spiegano che il trauma subito ha intaccato la sua capacità di creare ricordi nuovi o meglio di fissarli nella mente. Inizialmente non accetta la propria situazione, continuando a far finta che piccoli segnali come dimenticare che a lei il caffè piace con due zollette di zucchero oppure che adora Micheal Bublè siano semplicemente piccole distrazioni. Con l'aiuto di Hanna, la psicologa, inizierà a capire meglio il suo problema. Personalmente mi piace davvero tanto leggere parti come questa, in cui ci viene spiegata la situazione medica e psicologica di un personaggio con reali termini scientifici che rendono più verosimile la situazione clinica in cui si trovano.

Per la viglia di Natale la sua famiglia decide di fare un viaggio a New York per trovare la sorella maggiore, che ha appena avuto una bambina. Questa volta la paura del volo non è forte come la prima volta, dato che accanto ha la sua famiglia a tranquillizzarla. Arrivata a New York nessuno la vuole perdere d'occhio per paura che abbia qualche perdita di memoria, ma la sorella neo mammaCatherine capisce come essere sempre sotto il controllo di tutti possa stressarla ancora di più e convince la madre a lasciare per un pomeriggio Abby da sola.
Una volta sola decide di fare una passeggiata per ammirare la Grande Mela in

tutto il suo splendore. A Central Park conoscerà Finn, il nostro protagonista maschile, che gli farà da Cicerone mostrandogli tante piccole curiosità del posto (a tal proposito, lo sapevate che al “Gran Central Terminal”il dipinto sul soffitto rappresenta volontariamente lo zodiaco al contrario? Io no!). Alla fine di questa giornata Abby si convince che certi ricordi non può dimenticarli, non vuole dimenticarli, così una volta tornata a casa decide di tenere un diario, che viene chiamato lo “scrigno dei desideri”, la sua versione digitale di un normale diario. Presa dalla voglia di non dimenticarsi niente e di vivere tantissime avventure, appunto, indimenticabili, Abby decide di provare nuove esperienze aiutata dai famigliari e amici. L'idea è quella di scrivere una lista dove ogni componente della famiglia e Erin assegnano un'esperienza che Abby dovrà vivere, ad esempio Caroline la porterà a fare compere a Londra per farle capire che è bello fare shopping, a differenza di quello che sosteneva Kieran.
Su Finn l'autrice si concentra un po' meno a mio giudizio, ci mostra solo qualche problematica famigliare, lo approfondisce di più come personaggio solo quando inizia a conoscere Abby.


Dopo questa panoramica di pareri personali non vi resta che leggere il libro per scoprire se Abby riuscirà a non farsi condizionare troppo dal suo problema di memoria oppure manderà tutto in fumo sul più bello! Buona lettura!

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