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Recensione "L'importanza di chiamarti amore" di Anna Premoli

TITOLO: L’importanza di chiamarti amore
La copertina del libro.

AUTORE: Anna Premoli

PREZZO: 9,90 euro

NUMERO PAGINE: 315

CASA EDITRICE: Newton Compton Editori
                                                           
TRAMA: Giada sa bene di essere una ragazza dal carattere piuttosto difficile, quindi non si stupisce affatto di trovarsi in una fase della propria vita nella quale non va d'accordo quasi con nessuno: con il suo ragazzo storico la situazione è appesa a un filo e del rapporto con i suoi genitori... meglio non parlare. Ma Giada ha un obiettivo ben preciso: laurearsi con il massimo dei voti e il prima possibile. Il resto dei problemi può passare in secondo piano. Così credeva, almeno finché lo stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano non la mette di fronte a quello che per lei è sempre stato il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste: Ariberto Castelli, fiero rappresentante del partito delle camicie su misura e dei pullover firmati. E tra loro c'è un precedente molto imbarazzante che potrebbe crearle qualche complicazione che non aveva assolutamente messo in conto...


RECENSIONE: Dopo l’uscita di È solo una storia d’amore, il romanzo di Anna Premoli in uscita il 3 novembre in tutte le librerie, parliamo del suo penultimo romanzo: L’importanza di chiamarti amore.
Tutti quelli che hanno letto L’amore non è mai una cosa semplice (recensione a questo link) sapranno che questo romanzo racconta la storia di Giada, una delle due migliori amiche di Lavinia, protagonista del precedente romanzo. Consiglio dunque, a tutti coloro che non hanno letto prima la storia di Lavinia, di leggere i due libri nell’ordine giusto, perché le due storie sono distinte, ma spesso vengono ripresi dei particolari spiegati nel volume precedente.

Il personaggio di Giada è molto diverso dalle figure femminili solitamente narrate dalla penna della Premoli. È insicura, diffidente verso tutto e tutti ed introversa e, forse proprio per questo motivo, è il personaggio con il quale più di tutti mi sono identificata, perché anche io ho un carattere difficile a volte. 

Il romanzo è molto carino, scorrevole e, come sempre, molto ironico, in pieno stile Premoli. I protagonisti, durante lo svolgersi della narrazione, dopo un inizio turbolento, imparano ad andare d’accordo e a mettersi in gioco per affrontare le loro insicurezze.

Il punto forte dei romanzi della Premoli, a mio parere, è dato dai dialoghi tra i personaggi. Infatti, soprattutto le figure femminili, sono spesso caratterizzate dal fatto di avere una lingua tagliente e molto autoironia. Sono personaggi forti ed indipendenti che non hanno bisogno di avere al loro fianco un uomo per riuscire a realizzare i loro sogni, anche se rimangono romantiche sognatrici in cerca del loro principe azzurro. Certo, questo ultimo punto non lo confesserebbero mai, nemmeno sotto tortura!

L'autrice del libro, Anna Premoli.
 “E tu saresti?”, domanda solo lievemente infastidito.
“Oh, nessuno di importante per te”, ribatto come se niente fosse, espressione totalmente innocente sul viso.
“Rimane il fatto che sono curioso. Immensamente…”, rimarca. “A proposito, Ariberto Castelli, piacere”.
Ma piacere di cosa? Lo osservo sospettosa, non capendo il perché della sua insistenza. E mollami e non parlarmi mai più in vita tua, no? Sono una che ti è appena scoppiata a ridere in faccia!


I personaggi crescono con il crescere della narrazione e della loro storia d’amore, che non sempre è tutta rose e fiori. Come ogni grande storia d’amore che si rispetti, i protagonisti devono imparare ad andare d’accordo, a conoscersi e a capire se vale la pena mettersi in gioco, affrontando le loro insicurezze e le loro paure.

È evidente che tendiamo verso i due estremi opposti di una retta. Ognuno proteso verso il suo infinito. Io quello negativo, lui quello positivo. La geometria non è dalla nostra parte.

Consiglio moltissimo questo romanzo, perché a me è piaciuto molto e perché, come tutti i più grandi romanzi d’amore, è stato capace, anche se solo per qualche ora, di farmi staccare la spina dalla quotidianità per immergermi in una nuvola rosa dove poter sognare ad occhi aperti.
Inoltre, lo consiglio a tutti quelli che hanno letto il suo prequel, ovvero la storia di Lavinia e Sebastiano e si sono affezionati a questi personaggi e non sono ancora pronti per lasciarli andare.

Essere felice per me è stato un lungo lavoro. Ci sono persone naturalmente portate alla felicità, che nascono con il grande dono di saper davvero gioire anche delle piccole cose, e poi ci sono gli essere umani come me, che per il fatto di sentirsi inadeguati tendono a sabotare le proprie possibilità di essere felici. Perché per imparare a cercare la felicità ho avuto bisogno di superare varie fasi: accettare me stessa, le mie debolezze e quelle dei miei genitori, e prendere coscienza che spesso e volentieri al felicità è una scelta consapevole, Le cose belle e brutte capitano a tutti, ma la differenza la facciamo noi. Sì, sono d’accordo con chi sostiene che la felicità si trovi dentro di noi e non negli altri, ma qualche volta gli altri servono a farti capire quello che ti stai perdendo. L’esempio è più efficace di tate parole. Quindi, se ho finalmente capito una cosa, è che merito di essere felice al pari di tutti gli altri, che tutti ce lo meritiamo, fate come me: scegliete di essere felici.

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