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Recensione "Di fiato, d'amore e vento" - di Pasquale Capraro

Titolo: Di fiato, d'amore e vento


Autore: Pasquale Capraro


Prezzo: 11,80 €


Numero pagine: 182


Casa Editrice: Edizioni Cinquemarzo


Trama: Ferruccio, blogger e socio di una piccola emittente televisiva, vuole sapere cosa si nasconde dietro la morte misteriosa del grande scrittore da lui intervistato e scoprire il contenuto del suo ultimo lavoro incompiuto. Grazie alla collaborazione di un’amica giornalista, scopre l’esistenza di una società segreta risalente a un’antica setta egizia. Inconsapevolmente, la donna sarà il filo conduttore della vicenda e la chiave di accesso per svelare un antico mistero risalente al rito funebre di un faraone della diciottesima dinastia. Ma il destino, si sa, è imprevedibile, come l’amore…



RECENSIONE: 

In ritardo, ma eccomi qui per la recensione del libro Di fiato, d'amore e vento.


La trama non mi aveva attirata particolarmente e anche il libro non mi ha fatto impazzire. 

Ferruccio, che ha quasi quarant'anni, dimostra a volte atteggiamenti troppo infantili per la sua l'età; ad esempio, in alcune scene parla con una ragazza a suon di post condivisi su Facebook come frecciatine.

"Su Facebook vide su un’immagine che parlava chiaro. 
C’era un bambino che reggeva in mano una rosa e sotto vi era scritto:
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio.
La vera tragedia della vita
è quando un uomo ha paura della luce.
(Platone) 
Subito condivise lo status, che non sfuggì alla donna."


La madre del protagonista, invece, è un personaggio più complesso e interessante sotto vari punti di vista: è una signora malata che, tra ironia e perle di saggezza, ci regala qualche battuta e anche alcuni momenti emozionanti.


La storia ci mette un pochino a partire e soprattutto i primi capitoli sono abbastanza lenti, a mio giudizio, e nel momento in cui sembra finalmente arrivare la vera azione il libro si conclude in troppe poche pagine. Avrei preferito fosse dato più spazio all'azione finale e forse avrei piuttosto alleggerito i capitoli precedenti. 

L'idea della setta egiziana era buona e, se sviluppata meglio, probabilmente mi avrebbe tenuta più incollata al racconto. 

Inoltre, la scrittura in alcuni pezzi è confusionaria o almeno io ho fatto veramente fatica a capire cosa stava accadendo (ma ovviamente questa è una cosa soggettiva!). 


Una nota positiva è apportata dalle descrizioni, che mi sono piaciute: riuscivo ad immaginarmi mentre camminavo in riva al lago proprio come i personaggi.

Interessanti sono anche le nozioni storiche e i riferimenti artistici, perché è sempre bello imparare qualcosa di nuovo, anche se qui forse non sono sufficienti a tenere vivo l'interesse del lettore, dato che non poggiano su una trama altrettanto appassionante. 

Nonostante gli alti e i bassi il libro è comunque leggero da leggere e non mi sento di sconsigliarlo del tutto.

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