In Atticus Feltrinelli Finch Go set a watchman Harper Lee Il buio oltre la siepe Maycomb recensione romanzo Scout sequel Và metti una sentinella

Recensione "Và, metti una sentinella" di Harper Lee

La copertina del libro.
TITOLO: Và, metti una sentinella

TITOLO ORIGINALE: Go set a Watchman

AUTORE: Harper Lee

CASA EDITRICE: Feltrinelli, Collana I Narratori

PAGINE: 269

PREZZO: € 18,00 (eBook € 9,99)


TRAMA:
Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch – “Scout” – torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell’infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de Il buio oltre la siepe, Và, metti una sentinella cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno.


RECENSIONE:

Forse, quando un'autrice del calibro della Lee aspetta così tanti anni prima di pubblicare un suo testo è perché, in virtù delle competenze dimostrate in precedenza, non lo giudica sufficientemente buono, e non vedo perché non bisognerebbe crederle.

C'è da premettere che pare non sia molto chiaro se la Lee avesse davvero intenzione di divulgare quest’opera, che è stata scritta prima de Il buio oltre alla siepe, anche se è ambientata dopo

La scrittrice Harper Lee.
All’epoca della sua pubblicazione, nel 2015, secondo fonti a lei vicine, la scrittrice non vedeva e non sentiva bene, era ormai costretta su una sedia a rotelle ed era molto influenzabile. Sospetto è anche il fatto che il libro sia stato fatto uscire due mesi e mezzo dopo la morte della sorella della Lee, Alice, a lei molto legata. Per farvela breve, pare che si sia trattato di un orribile coercizione d’incapace mirata a… beh, a fare una montagna di soldi sfruttando una storia molto amata. 

A tal proposito, se ve la cavate un po’ con l’inglese, vi invito ad approfondire la questione cliccando qui.

Tornando a noi…
Questo romanzo è scritto da mani esperte, ma gli manca l'ispirazione
L’idea di fondo, una volta che si riesce ad intuire (e ce ne vuole di tempo), è potente, ma mal espressa
Insomma, questo è un lavoro eccellente per quanto concerne la stesura, che è elegante e mai pesante o eccessiva, così come nel primo libro dell’autrice, eppure non scatta la scintilla con la storia, né coi personaggi. 

Scout, Atticus e tutti gli altri sono di nuovo sulla scena per noi, pronti a parlarci. Come lettori, dovremmo essere entusiasti di incontrarli nuovamente, dovremmo essere bramosi di novità, impazienti di riscoprirli, invece li ritroviamo mere ombre delle personalità che li animavano nel primo libro e vi assicuro che ci si accorge presto che è impossibile entrarvi in sintonia, partecipare ai loro drammi o alle loro epifanie.

La sensazione è quella di trovarsi davanti ad un mondo grigio, privo di qualsiasi veridicità o di qualunque tratto interessante. Maycomb, vent’anni dopo, ha poco da dire e quel poco che dice, farebbe meglio a tacerlo. 
Non esagero quando dico che, durante la lettura, si spera tutto il tempo di non star rovinandosi irreparabilmente il ricordo dell’immenso Il buio oltre la siepe. La dura realtà è che, proprio perché immenso, quel romanzo è irraggiungibile, persino dalla sua stessa autrice, che arriva addirittura a stravolgere i suoi stessi personaggi.

Gregory Peck nei panni di Atticus Finch nel film
Il buio oltre la siepe. tratto dall'omonimo romanzo.
La delusione più cocente, infatti, è stata quella di leggere di un Atticus che, invecchiato, ha chiuso la sua mente al punto di arrivare a rinnegare ogni sua giovanile intransigenza e ogni suo saggio insegnamento che anni fa, con adolescenziale fame di conoscenza, avevo accolto e fatto mio. Non è più un uomo nobile e giusto, ma un anziano pieno di pregiudizi; non solo: è anche assolutamente convinto della superiorità dei bianchi sui neri. 
A mio parere, non ha davvero alcun senso.

Così come non ha senso la morte di Jem, accennata qua e là forse per commuovere, ma che non venendo mai approfondita a dovere, non si riesce ad interiorizzare come si dovrebbe e così si sfogliano le pagine continuando ad inarcare dubbiosi (o stomacati) un sopracciglio, in attesa che tutto migliori.




Neanche a dirlo, l'attesa si rivela vana.
I primi capitoli sono lunghi e senza capo né coda. Sembra non esserci un vero e proprio scopo alla base del romanzo, che appare tutto mirato a mostrarci un terribile conflitto padre-figlia dai toni decisamente alterati, che sono ben lontani dai modi usuali dei Finch

Alla fine della lettura viene da chiedersi: c'era bisogno di questo sequel?

Per me NO

Però sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi.
Diteci la vostra con un commento qui sotto o suoi nostri social:



Related Articles

0 commenti:

Posta un commento

Archivio degli articoli

Powered by Blogger.